Acacia julibrissin
Internet Archive

Acacia julibrissin

Cattrani, Baldassare

CC0 — Public Domain
Internet Archive

Tavola tratta da: Piante del R. Orto di Padova Acacia Julibrissin Willd. (= Albizzia julibrissin durass.) Mimosaceae gaggia di costantinopoli Albero di 6-8 metri d’altezza, nativo dell’Asia meridionale, dal Caucaso al Giappone, utilizzato come pianta ornamentale non solo nei parchi e giardini, ma anche nei parcheggi e nelle alberature stradali. A renderlo particolarmente vistoso e decorativo sono le infio­rescenze a capolino, formate da numerosi fiori a corolla imbutiforme dalla quale spor­gono lunghi stami. Le foglie, decidue, sono formate da numerosissime foglioline ripar­tite in 8- 2 paia di "pinne": secondo il vocabolario botanico sono foglie bipennato-composte. I frutti sono dei legumi piatti lunghi fino a 5 centimetri. La pianta era già stata introdotta in Inghilterra nel 1745, ma fu Antonio Durazzini che nel 1772 per primo ne descrisse i caratteri botanici, in una memoria letta all’Accademia dei Georgofili, chiamandola Albizzia julibrissin in onore di colui che l’aveva introdotta in Italia, Filippo degli Albizzi, che portò i semi da Costantinopoli nel 1749. Il nome persiano significava “fiore di seta”, in persiano gul-i abrisham la cui pronuncia viene riportata come julibrissin. È documentata la sua presenza nell’Orto botani­co di Padova nel 1812, con una data d’impianto presunta risalente al 1760; si tratta senza dubbio dello stesso esemplare che secondo l’abate Lorenzo Berlese (1784-1863) misurava, nel 1832, venti metri d’altezza.

🔒
Order museum-quality prints

Sign in to order prints, canvas, and more of this work. Browsing and full-resolution downloads stay free.