Clematis florida
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Clematis florida

Cattrani, Baldassare

CC0 — Public Domain
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Tavola tratta da: Piante del R. Orto di Padova Clematis florida Thunb. Ranunculaceae Clematide florida La Clematide di questa tavola, originaria della Cìna orientale e del Giappone, fu introdotta in Inghilterra nel 1776; la sua prima presenza in Italia, nell’Orto botanico del R. Museo di Firenze, è datata 1795. È un rampicante di 3-4 metri, a foglie composte, decidue, o semisempreverdi in condizioni favorevoli, con dei bei fiori bianchi o bianco-crema, profumati. Questa specie, e soprattutto i suoi ibridi di vari colori, è coltivata nei luoghi più freddi; i suoi fiori, a forma di campanula aperta, si aprono in primavera, Le Clematidi sono molto apprezzate per la lunga e ricca fioritura e la varietà dei loro fiori: variano le dimensioni, da 1-2 cm nelle forme erbacee, fino a 20 cm nelle cultivar a fiori grandi, variano i colori in un’amplissima gamma, variano le forme, da stellata a campanulata a tubulosa e a tulipano. La loro vistosità non è data dai petali, che mancano, ma dai sepali di aspetto petaloide: il loro numero varia da 4 a 10 ma può essere molto maggiore nei cosidetti "fiori doppi". Più di duecento sono anche le specie spontanee del genere Clematis, nome già usato dal medico greco Diosconde (I sec. d.C.) che, facendo riferimento al termine greco klemo = viticcio, evidenzia una caratteristica comune in queste piante che si servono di organi volubili per sostenersi. In pratica si comportano da liane che, a compensare lo scarso tessuto di sostegno dei loro fusti, si agganciano alle piante vicine per portarsi verso l’alto, cioè verso la luce.

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